di Anna Barbara Pacifico

Nel decidere il titolo da dare a questo intervento, ho avuto un attimo di esitazione ed è proprio da questo che voglio partire…. per spiegarvi l’emozione che si prova nel dare il vero nome a ciò di cui  vorrei trattare….l’abuso verso i minori.

Il nominare questo tipo di reato determina in chi ascolta o legge, se non una vera e propria  negazione della realtà dei fatti, un silenzio imbarazzante.

La mia deve e vuole essere la voce che rompe quell’imbarazzo, perché quel silenzio è parte integrante del “silenzio particolare” a cui viene obbligata una piccola vittima e che alimenta la violenza ed il maltrattamento che subisce. 

Usare le giuste “parole per dirlo”( mimando così un famoso libro degli anni 70’) significa modificare l’ottica con cui poter guardare al fenomeno. Certo tante cose, oggi,  sono cambiate, perché ormai i termini molestie sessuali, stupro, incesto, abuso sessuale sono entrate nel linguaggio comune, ma siamo sicuri che ciò vada di pari passo con il nostro immaginario? Quanti ancora gli stereotipi da abbattere rispetto al fenomeno dell’abuso?

Quanti di noi continuano a pensare che bisogna insegnare ai piccoli a fare attenzione agli estranei? Mentre la maggior parte delle aggressioni sessuali avvengono nell’interno della casa.  Quanti credono che l’aggressore sia anziano e rozzo? Invece nell’82% dei casi ha meno di 50 anni.

Quanti ancora pensano che sia un pazzo o un delinquente? Nella maggior parte dei casi, al contrario, non mostra patologie psichiche ma conduce una “vita normale” e si presenta come parente affettuoso.

Quanti continuano a credere che possa essere un momento di debolezza dell’adulto e che non si ripeterà più? Almeno nel 50% dei casi la violenza è ripetuta e si protrae per anni.   (Quaderno n.1 della associazione Artemisia-Comune di Firenze 93’).

Chi si occupa dell’abuso sui minori sa bene che il carattere coercitivo, implicito nella relazione tra un adulto ed un bambino/a, assume un peso ancora più grande se il soggetto abusante è una figura parentale perché i bambini si aspettano da queste figure protezione, forza e sostegno, mentre il tradimento di tale rapporto e l’inganno affettivo usato per ottenere il “segreto assoluto” sugli eventi non solo crea in loro una grossa confusione ma aggiunge anche altro danno a quello dell’abuso stesso.

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