di Giulia Di Pietro

Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari l’Unione Europea già agli inizi degli anni Novanta ha varato una serie di provvedimenti che disciplinano i marchi di riconoscimento e le relative norme produttive.

Attualmente i principali riferimenti sono rappresentati dal Regolamento Comunitario 510/2006 sulle DOP e IGP e il Regolamento Comunitario 834/2007 sull’agricoltura biologica di cui abbiamo già ampiamente discusso (leggi l’articolo).

La sigla DOP (Denominazione di Origine Protetta) estende la tutela del marchio nazionale DOC (Denominazione di Origine Controllata) a tutto il territorio europeo.

Il marchio designa un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità e caratteristiche sono essenzialmente, o esclusivamente, legate ad un particolare ambiente geografico.

Questo significa considerare sia i fattori naturali (caratteristiche ambientali, materie prime, localizzazione) sia quelli umani (produzione artigianale e tradizionale) che rendono un prodotto unico, ovvero inimitabile al di fuori del luogo di origine.

L’intero processo di produzione che va dalle materie prime fino alla trasformazione e all’elaborazione del prodotto finito deve avvenire nell’ambito della regione delimitata di cui il prodotto porta il nome.

La tracciabilità geografica è quindi presupposto essenziale per l’ottenimento di tale riconoscimento e, naturalmente, deve obbedire a norme molto rigide per garantire la massima qualità del prodotto.

Il termine IGP (Indicazione Geografica Protetta) indica invece un marchio di origine che viene attribuito a quei prodotti alimentari le cui qualità dipendono dall’origine geografica e per cui almeno una fase della produzione, trasformazione ed elaborazione avvenga nell’area delimitata.

In pratica, mentre gli alimenti DOP devono essere prodotti al 100% in un determinato territorio, quelli IGP possono esserlo anche solo in parte.

Entrambi questi riconoscimenti costituiscono una valida garanzia non solo per il consumatore ma anche per i produttori, in quanto li tutelano da eventuali frodi, imitazioni o tentativi di concorrenza sleale.

Per venire incontro alle esigenze degli operatori e dei consumatori sono stati emanati nel 2008 ulteriori regolamenti europei (n.628/2008) che hanno portato alla creazione di nuovi loghi, in quanto i vecchi risultavano troppo simili tra loro.

Le nuove regole stabiliscono i colori rosso e giallo per il logo DOP e blu e giallo per quello IGP.

 

 

 

 

La legislazione relativa ai prodotti agroalimentari di qualità è inoltre stata integrata dal regolamento 509/06 che ha introdotto il marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita), a tutela di quei prodotti che abbiano una specificità legata ad un metodo di produzione tipico tradizionale di una particolare zona geografica, ma che non provengano solo ed esclusivamente da tale area. Il logo che li identifica è il seguente:

 

 

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