C’era una volta in una foresta un leone molto generoso con tutti ed anche un puma molto forte, agile e bravo nella corsa.
Un giorno il leone, da bravo re della foresta, aprì un centro di beneficenza per tutti gli animali che avevano bisogno di aiuto, invece il puma, da bravo atleta, proprio lì nelle vicinanze, aprì una palestra per tutti gli animali che volevano fare degli allenamenti.
Un bel giorno giunse da quelle parti un canguro forestiero che, davanti a tutti gli animali, cominciò a vantarsi di essere il miglior atleta (visto che sapeva fare dei salti incredibili) e soprattutto il miglior lavoratore del mondo, tant’è vero che lui era capace addirittura di lavorare tutto il giorno e di gestire contemporaneamente un centro di beneficenza ed una palestra.
Allora il leone e il puma dissero al canguro che era impossibile lavorare tutto il giorno e ogni giorno in due luoghi diversi, ma il canguro continuava a ribadire la sua idea. A quel punto il leone e il puma si accordarono per mettere alla prova il canguro sbruffone e davanti a tutti gli animali lo sfidarono: “Vediamo se davvero ce la fai a gestire le due attività. Vieni domani mattina da noi e comincia subito a lavorare al posto nostro. Noi ti guarderemo e ci godremo un meritato relax”.
Il canguro non era per niente sicuro di riuscire nell’impresa, ma pur di non fare una brutta figura davanti a tutti, accettò la sfida.
Il mattino dopo si presentò nel posto stabilito e cominciò a lavorare, con tanta fatica, sia di mattina nel centro di beneficenza sia di pomeriggio e di sera in palestra.
Il primo e il secondo giorno andò più o meno bene, ma il terzo giorno il canguro, pur essendo un animale resistente alla fatica, era già distrutto e non ce la faceva più.
Gli animali della foresta cominciarono a lamentarsi perché le cose non funzionavano bene. Allora, quando il leone e il puma si presentarono dal canguro e gli chiesero il resoconto della situazione, l’animale dovette ammettere che aveva perso la sfida perché non riusciva più a gestire le due attività insieme. E inoltre fu cacciato via da tutti gli animali della foresta. Soltanto allora il canguro imparò la lezione e capì che è meglio non vantarsi e “non dire ceci per fagioli” e che, a voler saltare da una attività ad un’altra, non se ne fa bene neanche una.
La favola ci insegna che è meglio non dire quello che non si sa fare, altrimenti si rischia di fare una brutta fine.

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