James,viveva con i genitori,nella periferia di una città americana e aveva un’unica passione…giocare ai videogames.
La sua camera era piena di apparecchi elettronici: tv, console, tablet e computer. Inoltre aveva tutti gli accessori possibili e immaginabili come il suo monitor touch, accompagnato da quasi trecento giochi per le varie console.
La giornata di James era un po’ monotona perchè, appena sveglio, si lavava, si vestiva e andava a scuola. Non andava molto bene perchè non voleva studiare e, quando tornava a casa non faceva altro che giocare ai videogames.
A volte pranzava in fretta e furia, sempre nella sua stanza, perchè voleva finire il suo gioco alla playstation.
Il suo genere preferito era l’horror e aveva giochi come Outlast o Slender e non vedeva l’ora di finire il gioco della sua serie preferita per andare subito a comprarne un altro.
Quando qualcuno gli faceva notare che spendeva troppi soldi per questi giochi, rispondeva:”Sono i soldi miglior spesi della mia vita!”
Una notte sognò di essere il protagonista del gioco Slender, il suo preferito.
L’inizio della sua avventura cominciava con un biglietto che diceva:”Hai trovato me ma non tutti gli altri”e, in basso a destra c’era scritto 1/8.
Capì subito che c’erano ancora sette biglietti da trovare in una fredda notte, in una vasta foresta con alberi fittissimi e con l’erba alta.
Inoltre James nel sogno reggeva un telecamera che aveva le pile, così quando si scaricava doveva cercarne altre per farla rimanere accesa, ma non era affatto semplice.
Prima di fare qualsiasi cosa,James, furbescamente cercava le pile per fare il pieno così poi non si sarebbe distratto nella ricerca dei biglietti.
Le pile non furon facili da reperire, ma in mezz’ora, circa, trovò 3 pile.
Ora bastava cercare i biglietti che era attaccati agli alberi.
Armato di torcia e telecamera e qualche pila James, partì.
Egli camminò per quasi due ore ma di biglietti ne aveva trovati solo quattro.
Non si perse d’animo, continuò a cercare e ne trovò un altro.
Intanto, la telecamera stava per scaricarsi e gli rimaneva una sola pila.I biglietti ora erano sei, ma  c’era scritta sempre la stessa cosa. James era sempre più curioso.
“Dai dov’è il settimo!”esclamava nella foresta James.
Proprio non lo trovava.
James stava per mollare tutto quando ad un certo punto vide su un albero, anziché un foglio, come al solito, una scritta direttamente incisa:”Te ne manca solo uno…”
Intanto la telecamera era praticamente scarica, perchè era a metà dell’ultima pila.
James si affrettò, cominciò a correre come se un pitbull affamato lo stesse inseguendo.
La telecamera si era scaricata e si spense, ma si accorse che aveva un’altra pila in tasca…forse aveva ancora una speranza…anzi no, perchè James fece cadere la sua ultima possibilità in un piccolo laghetto di sabbie mobili.
Provò a prenderla prima che cadesse, ma una mano lo toccò da dietro.
James si girò in un millesimo di secondo, ma ormai era troppo tardi:un uomo con il viso scarno,bianco e senza naso, bocca e occhi, lo spinse nelle sabbie mobili, insieme alla pila.
“James, James, svegliati”disse la madre.”Svegliati, è ora di andare a scuola”.
James si svegliò di colpo e subito si toccò, come per controllare se fosse ancora tutto intero.
“Ah, meno male, mamma ho fatto un sogno che mi ha spaventato a morte: ero il protaganista di…” -”Su dai fai colazione e riprenditi, sei a casa”.
James si rasserenò, perchè quello era stato solo un sogno e andò, non molto pimpante, come al solito, a scuola.

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