In una foresta incantata regnava l’inebriante profumo di muschi e di salici antichi.
Prati immensi, con distese di fiori colorati, creavano un luogo magico. In realtà, quel bosco era veramente incantato e abitato da creature sconosciute all’ uomo: le fate.
In quel mondo tutto era perfetto e in armonia con la natura, numerosi erano gli animali che ci vivevano: farfalle, chiocciole e lucciole. Tra le tante, una era veramente speciale, la più luminosa, la più bella, quella che riusciva a vedere solo il lato positivo della vita e si chiamava Lili.
I suoi occhi erano azzurri come la sorgente d’acqua che dava vita ad uno spettacolare gioco di luci e colori che gli umani chiamavano arcobaleno. Le sue ali, nelle quali ci si poteva addirittura specchiare, erano affusolate e lucide!
La sua particolarità era la luce, una luce che trasmetteva felicità a tutti gli abitanti della foresta.
La mattina riposava sulla sua adorata foglia; quando il sole tramontava, lei osservava il paesaggio meraviglioso e ogni giorno trovava qualcosa di nuovo da apprezzare e questo la rendeva orgogliosa del suo piccolo grande mondo.
La sera, quando tutti gli abitanti della foresta si addormentavano in un piacevole sonno, le lucciole erano sveglie e pronte ad affrontare una notte lunga, intensa con balli sfrenati e spirali di luce che illuminavano il buio, come fossero fuochi pirotecnici.
Con il passare del tempo, le lucciole cominciarono a diminuire e con loro la vitalità del bosco.
Lili ben presto si ritrovò sola e si sentì persa nella sua solitudine; non capiva perché le sue sorelle lucciole fossero sparite e aveva paura che prima o poi sarebbe scomparsa anche lei.
Non le andava di lasciare il mondo che, con fatica, era riuscita a costruirsi; voleva continuare a scoprire quello che a lei era sconosciuto; non accettava di veder scomparire le sue compagne senza poter fare niente. I giorni trascorrevano incessanti, i secondi erano, ormai, scanditi come il ticchettio dell’orologio; Lili aveva capito che non serviva piangersi addosso, ma che bisognava lottare per quello che era davvero importante.
I suoi occhi erano diventati grigi, spenti, le sue ali deboli e opache, la coda non trasmetteva più una luce forte che illuminava la foresta nella notte buia.
L’unica lucciola rimasta con Lili, era Cobo, la più saggia della foresta. Anche lei voleva capire cosa stesse accadendo: ad un tratto, si ricordò della rivalità tra le fate e le lucciole…
Da sempre, le fate avevano provato grande invidia per la luce prodotta dalle lucciole, ragione per cui le avevano rapite tutte per attirare su di sè le attenzioni delle creature del bosco.
Il giorno della verità arrivò. Lili si avviò verso la dimora delle fate, mentre una scia di luce illuminava il suo cammino: erano le sue amiche lucciole rinchiuse in barattoli.
Lili non riusciva a credere ai suoi occhi: come avevano potuto, delle creature così pure ed eteree, rovinare l’armonia che, da sempre, caratterizzava la foresta?
Con grande dispiacere, da quel momento, le fate e le lucciole vissero in due luoghi diversi; ancora oggi, Lili spera che le fate abbiano capito che, per mantenere la foresta viva e sprizzante di magia, è necessario che tutte le creature siano in armonia tra loro, senza rivalità e conflitti inutili.

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