Dei pellegrini andarono a Bari per la festa di san Nicola. Entrati nella Cittadella Nicolaiana, non ebbero il tempo di scrutarsi intorno, che caddero in un pesantissimo sonno; non sarebbe bastato un carrarmato per svegliarli. Nel sogno videro San Nicola che diceva: “Ho un tesoro; Si trova nel mio dito!”. Si svegliarono. Andarono nella cripta e, rompendo il quadro, caddero in una botola. Dopo qualche ora, raggiunsero il fondo della botola; Si addormentarono e si risvegliarono in una cella sorvegliata da due guerrieri fantasma. Dopo trenta minuti, passò San Nicola e disse: “Vi conosco!” “Il mio dito non è qui, ma è a Venezia!” disse San Nicola. “Andate!” Dopo due ore di viaggio, arrivarono, in aereo, alla loro meta: erano a Venezia. Cercarono la Chiesa e dopo all’incirca venti minuti erano davanti al grande portone. Entrando nella Chiesa, scesero nella cripta, presero il dito di San Nicola contenente il tesoro e trovarono una mappa. Essa indicava che il tesoro si trovava in una grotta del monte Bianco. Dopo due giorni di scalata (perché il monte Bianco è alto 4807 metri) trovarono la grotta. Entrarono nella grotta ma trovarono un orso polare; uno dei pellegrini, che aveva in tasca una bacca la lanciò fuori dalla grotta. L’orso, inseguì fino a valle la bacca. Contemporaneamnte, i nostri amici trovarono il tesoro che San Nicola non trovava da quando era vivo: “il suo bastone d’oro e le sue palle dei miracoli dorate.” Sempre in aereo raggiunsero Bari. Scesero nella cripta e diedero il tesoro a San Nicola. I pellegrini festeggiarono e vissero tutti felici e contenti ( Spero!). Il tesoro di san Nicola Bastone d’oro Baule Palle d’oro dei miracoli.

 

 

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