Sono un robot di nome Alex e sono stato programmato al computer per eseguire gli ordini del mio padrone Marco. Lui è un archeologo ed io il suo aiutante.
Un giorno sentii parlare il mio padrone con un suo amico di una spedizione da fare in Africa per ricercare reperti archeologici. Marco era pronto per partire e mi raccomandò di rimanere a casa. Io, robottino intelligente, decisi di nascondermi nella sua valigia. Quando arrivammo nel deserto, il mio padrone e il suo amico presero una macchina per raggiungere il posto. Durante il viaggio la valigia cadde e io mi ritrovai da solo in mezzo al deserto. Decisi di attivare i miei sensori, uscii dalla valigia e trovai il segnale che veniva dal cellulare di Marco. Finalmente arrivai da loro e mi nascosi perché non volevo che mi scoprissero.
Marco e il suo amico iniziarono a scavare ma dopo una giornata faticosa si addormentarono nella loro tenda. Io allora uscii dal mio nascondiglio e mi misi a scavare. Le mie batterie erano quasi scariche, così mi attaccai alla batteria della macchina per ricaricarmi. Lavorai tutta la notte con l’aiuto della mia lucina rossa e trovai degli antichi reperti. La mattina dopo, il mio padrone mi trovò spento e senza forze. Mi diede la carica e mi riattivò e anziché rimproverarmi per avergli disubbidito, mi ringraziò e mi disse che ero il suo piccolo robot intelligente.

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