di Anna Barbara Pacifico

Continua il nostro percorso che, dai nove mesi di gravidanza vissuti con trepidazione, sogni, fantasie ed aspettative ci catapulta nella realtà di un quotidiano fatto di nuove forti emozioni.

Il ritorno a casa dalla clinica è un altro importante tassello nel  cammino di conoscenza del nostro bambino. La madre ed il figlio hanno bisogno di “fiutarsi”, di ”sentirsi” per poter creare quel codice privato che consenta loro di avere una sincronia ed una reciprocità tra la richiesta del neonato  e la risposta al suo bisogno.  Questo fluido di emozioni e sentimenti diventeranno poi l’alimento della vita affettiva del bambino.

Ma le cose non sempre  vanno così facilmente, perché i ritmi imposti dalla presenza del neonato, l’ansia di non essere all’altezza e la fragilità che l’inesperienza comporta possono gettare la mamma nello sconforto. Pertanto  fondamentale è la figura del papà che deve supportarla, deve affiancarsi a lei e, se necessario e possibile, deve poterla sostituire.

Un tempo le neo mamme avevano intorno una rete di grande solidarietà femminile ( la mamma, la zia, la sorella, se non addirittura le vicine di casa), oggi la coppia genitoriale deve fare conto solo su sé stessa. Sarà istintivo per entrambi accorrere subito quando il piccolo piange, ma è giusto ricordare che il neonato ha solo quel mezzo per comunicare e non lo utilizza solo per esprimere un bisogno, ma anche per esprimere un suo stato d’animo. Il neonato impara presto che il suo richiamo produce dei cambiamenti ed attraverso questi impara a conoscere il mondo che lo circonda. Bisogna, perciò, saper riconoscere il motivo del pianto per poter dare risposta adeguata al richiamo e ciò vi consentirà di trasmettere al piccolo la serenità di cui ha tanto bisogno.

Calmate le vostre ansie ed avrete un bambino sereno, che  stabilizzerà presto i cicli di sonno e veglia, di fame e sazietà. Un sorriso rassicurante, un tono di voce dolce sono un cibo altrettanto utile e fondamentale per la sua crescita. Non lasciatevi mai distrarre da altro quando vi dedicate a vostro figlio, perché egli/ella ha necessità del vostro sguardo.

Attraverso la lettura del vostro sguardo deve imparare a leggere che lo amate. Il suo  sviluppo affettivo gli consentirà, a poco a poco, di imparare a pensare ed a parlare. Vedete quante cose avvengono in uno scambio d’amore? Bene, tante altre ne scopriremo ancora.

A  presto…

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