di Anna Barbara Pacifico

All’inizio degli anni ’80, quando ho iniziato ad organizzare i primi corsi di educazione sessuale nelle scuole, non tutti gli insegnanti vedevano di buon occhio il mio lavoro.

Molti mi vivevano come intrusa temendo che potessi turbare il clima pacifico delle classi, dove non venivano, quasi mai, fatte domande sulla sessualità.

Come se l’assenza di domande fosse la garanzia assoluta di mancanza del bisogno di sapere… sin da subito i bambini smettono di chiedere quando si accorgono che gli adulti non danno risposte esaurienti.

Figuriamoci, poi, se si ha a che fare con gli adolescenti che sono nel pieno della conflittualità verso il mondo adulto ed hanno necessità di dimostrare la loro autonomia psicologica.

Per fortuna, d’allora in poi, molte cose sono cambiate ed i corsi non solo sono diventati regolari per gli studenti di ogni ordine e grado, ma sono stati indirizzati anche agli insegnanti ed ai genitori.

La scuola, dunque, come luogo di crescita del rispetto di sé e degli altri.

Gli insegnanti hanno un ruolo molto importante nel lavoro di prevenzione dell’abuso e della violenza sessuale in generale. Essi sono in grado di osservare l’insorgere eventuale di un disagio e con il loro atteggiamento di disapprovazione di fronte ai comportamenti “abusivi” , insegneranno la fiducia e spingeranno chi si trova in difficoltà a chiedere la loro protezione. Sin da piccoli i bambini e le bambine devono imparare ad essere consapevoli del loro essere fisico e psichico. Devono imparare a dare ascolto alle loro emozioni ed alle sensazioni di disagio.

E’ da piccoli che s’impara a dire di no!!! Gli insegnanti devono far comprendere che tutti i sentimenti vanno espressi, sia positivi o negativi che siano.

L’imbarazzo, il dolore, l’angoscia devono sempre spingere a chiedere aiuto. Sin da piccolissima età si può parlare con i bambini di sessualità ed anche del fenomeno dell’abuso senza la preoccupazione che ciò produca  ansia o paura.

Più si è chiari con loro e meno confusione si crea.

Uno degli elementi importanti sarà spiegare ai piccoli che “queste cose” non avvengono per “colpa” loro , eviteremo così che non si chiudano nel silenzio dovuto al senso di colpa , ma che parlino e ci chiedano aiuto  immediatamente.

Dopo tanti anni di esperienza so che anche molti insegnanti hanno difficoltà a vincere il pudore di parlare di violenza sessuale; anche loro hanno bisogno di confrontarsi con gli “esperti” !

Ben venga la formazione e l’omologazione del linguaggio tra gli esperti stessi perché tanto più chiara sarà l’informazione che verrà data ad un minore, tanto maggiore sarà la sua capacità di difendersi.

Print Friendly, PDF & Email