Pensate mai a quanto sia romantica una croissanteria aperta in piena notte?

Una città spenta, le luci arancioni dei lampioni, l’ultimo bus che va via e quella vetrina piena di vita e di leccornie che esprime una dolcezza quasi fanciullesca. L’odore di burro e di cioccolata, di marmellata che gronda da fagottini stracolmi e quel rumore di metallo, teglie sbattute su banconi di marmo.

Sembra una giostra.

Sarà che quando ero studente, la mia preoccupazione era quella di recuperare del tempo – tempo per studiare va da sé – mai abbastanza, mai troppo, sempre troppo poco nonostante vi dedicassi interi pomeriggi. Era così al liceo, è stato così all’università.

Quella luce accesa dell’unico studente che continua a leggere è stata la mia lampada accesa sulla scrivania per molti anni. Capita a volte lo sia ancora adesso. E per una persona che voglia recuperare del tempo non c’è consolazione più grande dell’imbrunire, del buio che ferma ogni cosa, che avvolge come una calda coperta, che pone in stand by anche i pensieri.

È così bello viaggiare di notte, con il bavaro alzato come unico scudo per poi tornare a casa e riposare.  Mentre tutto dorme, mentre tutto è fermo, in una città spenta, caduta nel pozzo del silenzio, in piena notte, un cuore pulsante è una croissanteria aperta.

#pensierisparsi

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